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Quanti giorni resta fermo il reparto?

La domanda che decide il preventivo, e perché nessuno può rispondere onestamente al telefono senza aver visto il massetto.

È la prima domanda che fa chi gestisce un capannone, e giustamente: un reparto fermo costa più della resina. È anche la domanda su cui è più facile ricevere una risposta comoda e sbagliata, perché il numero che vi serve dipende da tre cose che al telefono nessuno conosce.

Da cosa dipende davvero

Un ciclo in resina non è un lavoro unico: è una sequenza di strati, e fra uno strato e il successivo c’è un tempo di attesa che il prodotto impone. Quel tempo si allunga quando fa freddo e quando c’è umidità in aria, e in un capannone non riscaldato a novembre si allunga parecchio.

  • La preparazione del supporto: pallinare 200 m² e pallinare 1.200 m² non sono la stessa giornata.
  • Il numero di strati del ciclo scelto, ognuno col suo tempo di indurimento.
  • La temperatura e l’umidità reali in cantiere, che si misurano ogni mattina.
  • I ripristini: crepe, giunti sbrecciati e buche da muletto vanno chiusi prima, e si vedono solo dopo la pallinatura.

Fermo del reparto e riapertura al traffico non sono la stessa data

Sono due numeri distinti e vanno chiesti separatamente. Il primo è quanti giorni non potete lavorare nell’area. Il secondo è quando potete tornarci sopra col muletto carico, che è sempre più tardi: una superficie si può calpestare molto prima di poterla caricare, e caricarla prima del tempo lascia i segni delle ruote in un pavimento che si è appena pagato.

Si può lavorare a zone

Quasi sempre sì, e quasi sempre conviene chiederlo. Si divide il reparto, si posa a settori e si sposta la produzione mano a mano. Costa qualche giorno in più di cantiere e fa risparmiare settimane di fermo — ma va deciso prima, perché cambia dove cadono i giunti di ripresa, e un giunto di ripresa messo in mezzo alla corsia dei muletti è un errore che si vede per dieci anni.

Cosa dovreste avere per iscritto

Dopo il sopralluogo: il ciclo proposto strato per strato, il numero di giorni di occupazione dell’area, la data di riapertura al traffico leggero e quella al traffico pesante. Se un preventivo dà un solo numero e non distingue fra le due riaperture, chiedete di distinguerle. Chi lavora davvero in capannone sa perfettamente che sono due date diverse.