Cosa si posa, e per quale problema
Sei sistemi. Ognuno risolve una cosa diversa — abrasione, calore, scivolosità, un supporto rovinato — e la scelta esce dall’uso reale del locale, non da un listino.
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Resina epossidica
Il sistema di riferimento per capannoni e magazzini.
Applicata a più strati o autolivellante, l’epossidica forma una superficie dura, continua e senza fughe. È la scelta abituale dove il pavimento deve reggere traffico di muletti, carichi puntuali e pulizie frequenti, e dove serve una finitura chiara che alzi la luce disponibile in capannone.
- Multistrato o autolivellante secondo il carico
- Superficie continua, nessuna fuga in cui si ferma lo sporco
- Colore uniforme, anche in tinta RAL
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Poliuretano-cemento
Per lavaggi, sbalzi termici e ambienti alimentari.
Dove l’epossidica soffre — acqua bollente, vapore, lavaggi quotidiani, grassi e acidi organici — si usa un poliuretano-cemento. Sopporta gli shock termici senza distaccarsi dal supporto e si posa in spessori da pochi millimetri fino a sistemi industriali pesanti.
- Resiste a lavaggi ad alta temperatura
- Adatto a cucine industriali, caseifici, macellerie, cantine
- Antiscivolo su richiesta, con inerti calibrati
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Spatolati e sistemi al quarzo
Finiture antiscivolo e finiture a vista.
Il quarzo seminato a rifiuto dà una superficie ruvida e molto resistente all’abrasione, indicata per rampe, zone di carico e aree bagnate. Lo spatolato, all’opposto, è una finitura sottile e continua per showroom e uffici, dove il pavimento è parte di quello che il cliente vede entrando.
- Quarzo per rampe, zone di carico e aree bagnate
- Spatolato per showroom, uffici e retail
- Classe di scivolosità concordata in base all’uso
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Preparazione del supporto
Pallinatura, fresatura, levigatura — dove si decide la riuscita.
Una resina non aderisce a un massetto: aderisce a un massetto preparato. Pallinatura o fresatura aprono il supporto e ne tolgono la parte debole, la levigatura chiude i sistemi sottili. È la fase in cui si decide se il pavimento durerà, ed è la prima che viene tagliata quando qualcuno vuole risparmiare sul preventivo.
- Pallinatura, fresatura o levigatura secondo il sistema
- Aspirazione in continuo, cantiere lasciato pulito
- Verifica dell’umidità residua prima di applicare
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Ripristini, giunti e sguscia
Riparare quello che c’è, prima di ricoprirlo.
Crepe, buche da muletto, giunti di dilatazione sbrecciati e distacchi vanno risolti prima della posa, non nascosti sotto. Dove serve igiene — alimentare, laboratori, sale bianche — si aggiunge la sguscia di raccordo fra pavimento e parete, così il lavaggio non lascia uno spigolo dove fermarsi.
- Sigillatura e ricostruzione dei giunti di dilatazione
- Ripresa di crepe, buche e distacchi
- Sguscia sanitaria pavimento-parete
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Segnaletica orizzontale
Corsie, aree di stoccaggio, vie di fuga.
Linee, campiture e simboli tracciati nella stessa resina del pavimento, non con nastro adesivo che dopo un mese è arrotolato sotto una ruota. Si concorda il layout con chi gestisce il magazzino, perché una corsia disegnata dove non passa nessuno è una corsia che verrà ignorata.
- Corsie di transito e aree di stoccaggio
- Vie di fuga e zone di sicurezza
- Tracciato concordato prima di applicare
Dove si posa
Il settore è la prima cosa che restringe la scelta del ciclo, prima ancora dei metri quadri.
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Capannoni e produzione
Reparti in cui il pavimento prende carichi, urti e traffico tutto il giorno.
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Magazzini e logistica
Corsie muletti, aree di picking, banchine di carico e scarico.
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Alimentare e bevande
Lavaggi quotidiani, acqua calda, superfici raccordate a parete.
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Officine e autofficine
Oli, carburanti, ponti sollevatori e passaggio continuo di gomme.
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Showroom e retail
Dove il pavimento è la prima cosa che un cliente vede entrando.
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Parcheggi e rampe
Superfici in pendenza e all’aperto, dove serve tenuta e antiscivolo.
Dal sopralluogo alla consegna
Quattro fasi, nell’ordine in cui succedono. I giorni di fermo escono dalla prima; la scheda del ciclo applicato dall’ultima.
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Sopralluogo e prove sul supporto
Si guarda il massetto, si misura l’umidità residua e si verifica la tenuta con una prova di strappo. Da qui escono il ciclo, lo spessore e i giorni di fermo — non prima.
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Preparazione meccanica
Pallinatura o fresatura con aspirazione in continuo, ripresa di crepe e giunti. Il reparto resta praticabile intorno all’area quando il layout lo permette.
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Applicazione a strati
Primer, corpo e finitura, ognuno con il suo tempo di attesa. I tempi dipendono da temperatura e umidità in cantiere, e vengono aggiornati giorno per giorno.
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Collaudo e consegna
Controllo della superficie, indicazioni sui tempi di riapertura al traffico leggero e pesante, e la scheda del ciclo effettivamente applicato, per iscritto.
Non sapete quale vi serve?
È normale, ed è esattamente il lavoro del sopralluogo. Mandate metri quadri e uso del locale, al resto pensiamo noi.